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Paolo Squillacioti

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Dal gesto rivoluzionario e profondamente democratico del Cantico delle Creature alla vitalità frammentata e velocissima della comunicazione digitale odierna: la storia della nostra lingua è un cammino continuo di ricerca e inclusione. A ottocento anni dalla scomparsa del Santo di Assisi, ripercorrere le radici del nostro volgare non significa soltanto celebrare l’atto di nascita della letteratura italiana, ma anche interrogarsi su cosa significhi, ieri come oggi, “fare comunità” attraverso le parole. Ne abbiamo parlato con Paolo Squillacioti, Direttore dell’Istituto Opera del Vocabolario Italiano (OVI-CNR): con lui abbiamo esplorato il confine sottile tra oralità e scrittura, le insidie e le meraviglie nascoste nei testi antichi, l’evoluzione semantica del lessico francescano e lo stato di salute dell’italiano contemporaneo nell’era della rete. Un viaggio affascinante tra filologia, storia e futuro, per scoprire quale “lezione di modernità” ci lasciano ancora oggi quei versi scritti otto secoli fa.

Nota biografica

Paolo Squillacioti è Dirigente di Ricerca del CNR e Direttore dell’Istituto Opera del Vocabolario Italiano (OVI) con sede a Firenze. Filologo romanzo e accademico ordinario della Crusca, è autore di importanti edizioni critiche e saggi dedicati alla letteratura medievale (galloromanza e italiana), oltre ad aver coordinato la redazione del Tesoro della Lingua Italiana delle Origini (TLIO).

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