EDDAI: un’ora quotidiana di movimento in moduli brevi nella scuola primaria
2026
Franca Tecchio, Tiziana Catarci et al.
Il linguaggio d’odio (hate speech) può essere definito come un uso pubblico di atti linguistici miranti a un gruppo target che possiedono un intento denigratorio, sia esso esplicito o meno, che produce discriminazione. Nel contrasto a questo particolare fenomeno è fondamentale includere una prospettiva di storia delle idee. Più in generale la storia delle emozioni e la riflessione sul lessico che le esprime costituisce uno snodo chiave, in grado di influenzare e innovare parte delle nostre attività di formazione, educazione e contrasto ai fenomeni di odio.
Per questo motivo, dopo una breve illustrazione degli obiettivi e i risultati ottenuti all’interno del progetto CELO. Conoscenza e Educazione al contrasto del Linguaggio dell’Odio (Università della Tuscia e ILIESI-CNR), i quali sono relativi a Ricerca e disseminazione, Formazione e public engagement, Confronto con i decision-makers, e Accessibilità e strumenti digitali, si offriranno delle proposte. Per ognuna di queste proposte si individuerà un suggerimento che abbia a che fare con la storia delle emozioni e una riflessione critica sul lessico delle emozioni, specificando la loro sostenibilità in riferimento ai risultati ottenuti nella ricerca, per poi considerare vantaggi e svantaggi. Le proposte sono cinque e investono gli ambiti della formazione scolastica, percorsi museali, formazione professionale, libertà religiosa, disabilità.
Giovannetti, L (2024). Le metamorfosi storiche dell’odio e della sua espressione. Un approccio interdisciplinare (DSU Policy brief 3). CNR-Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio culturale. https://doi.org/10.36134/PBDSU-2024-3
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