Migrazione e clima in Africa: oltre il determinismo, verso una comprensione di vulnerabilità e agency
2026
Bruno Venditto
Negli ultimi anni, la certificazione della parità di genere si è affermata in Italia come uno strumento centrale delle politiche pubbliche per la riduzione dei divari di genere nel mercato del lavoro. Il quadro nazionale ha definito uno standard uniforme e un sistema di incentivi credibile, mentre le Regioni hanno sviluppato numerose misure per favorirne l’adozione, in particolare tra le PMI. Tuttavia, l’implementazione territoriale presenta criticità rilevanti. Gli interventi regionali risultano eterogenei e spesso episodici, con differenze significative negli strumenti utilizzati e nei destinatari. In molti casi, le politiche si concentrano prevalentemente sulla riduzione delle barriere finanziarie, trascurando altri ostacoli rilevanti. Le PMI affrontano infatti anche barriere di natura organizzativa e socio culturale, legate a modelli di governance, pratiche informali di gestione del personale e rappresentazioni del ruolo del lavoro femminile. Queste barriere variano significativamente tra territori e settori produttivi. Il policy brief si rivolge principalmente ai decisori nazionali, chiamati a rafforzare il coordinamento delle politiche, e ai decisori regionali, chiamati a migliorare il disegno degli interventi. L’obiettivo è promuovere una maggiore coerenza complessiva del sistema, valorizzando al contempo la capacità delle politiche territoriali di adattarsi alle specificità locali.
G. Falavigna, R. Ippoliti, F. Repetto (2026). Certificazione della parità di genere e PMI: verso politiche territoriali sensibili alle diversità socio culturali (DSU Policy brief 23). CNR-Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio culturale. https://doi.org/10.36134/PBDSU-2026-23.
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